“Che cosa vuoi che io faccia per te?”

Davide Balliano
Davide Balliano

4 aprile 2025

Dal Vangelo secondo Marco Mc 10,46-52

In quel tempo 46giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 48Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». 50Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». 52E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.


Era un cieco, un mendicante o più letteralmente “uno che chiedeva”, stava seduto a lato della via: è questa la descrizione iniziale in questo ultimo racconto di guarigione nel vangelo di Marco prima dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e degli eventi della passione, morte e resurrezione. Al termine del racconto il cieco è guarito, ci vede, vede la via che Gesù sta percorrendo ed entra in questa via.

Gesù ha sentito il suo grido e ha interrotto il suo cammino per incontrarlo. Ai suoi discepoli chiede di chiamarlo. “Coraggio, alzati! Ti chiama”. È la missione affidata alla chiesa, ai cristiani: fare coraggio a chi non vede più una via davanti a sé, a chi ha perso il senso della vita e invitarlo ad alzarsi, o meglio a “risorgere”, poiché il verbo greco qui impiegato da Marco è uno dei due verbi che nel Nuovo Testamento sono usati per indicare la resurrezione. “Lascia le tue paure, risorgi, riprendi a vivere perché c’è qualcuno che ti ha visto, che ti ama e che ti chiama!”. 

Gesù non si impone, chiede: “Che cosa vuoi che io faccia per te?” (Mc 10,51). La domanda è parallela a quella rivolta ai due figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni: “Che cosa volete che io faccia per voi?” (Mc 10,36). Giacomo e Giovanni pensano alla propria gloria: “Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”: Non sanno che cosa chiedono. Hanno occhi, ma sono ciechi. Il mendicante di Gerico sa di non vedere, sta ai margini della via, ma non si rassegna, non diventa complice del suo male. Grida anche se molti cercano di zittirlo; le sue grida danno fastidio, disturbano il quieto vivere di chi è convinto di vederci bene. Ma forse queste voci non sono soltanto esteriori; per lui, come per noi, sono anche le voci interiori della paura, della stanchezza, della mancanza di fiducia. 

Il cieco ha continuato a gridare. “Dal profondo grido a te, Signore. Signore, ascolta la mia voce, i tuoi orecchi siano attenti alla voce della mia supplica”, canta il Salmo 130. “Va’, la tua fede ti ha salvato”, gli dice Gesù. Ha avuto fiducia, ha vinto la paura; e subito vede di nuovo, vede la via ed entra “nella via” dietro a Gesù che sale a Gerusalemme.

Vorrei ricordare alcune frasi di papa Francesco tratte dalla catechesi del 20 settembre 2017: “Non arrenderti alla notte: ricorda che il primo nemico da sottomettere non è fuori di te: è dentro. Pertanto, non concedere spazio ai pensieri amari, oscuri. Fede e speranza procedono insieme. Se sei a terra, alzati! Non rimanere mai caduto, alzati, lasciati aiutare per essere in piedi. Se sei seduto, mettiti in cammino! Opera la pace in mezzo agli uomini, e non ascoltare la voce di chi sparge odio e divisioni. Non ascoltare queste voci. Gli esseri umani, per quanto siano diversi gli uni dagli altri, sono stati creati per vivere insieme. Nei contrasti, pazienta: un giorno scoprirai che ognuno è depositario di un frammento di verità. Gesù ci ha consegnato una luce che brilla nelle tenebre: difendila, proteggila. Quell’unico lume è la ricchezza più grande affidata alla tua vita. E ogni giorno domanda a Dio il dono del coraggio. Ricordati che Gesù ha vinto per noi la paura. Lui ha vinto la paura! La nostra nemica più infida non può nulla contro la fede”.

sorella Lisa