25 aprile 2025
Il Vangelo di Giovanni, come sappiamo, ha già una prima conclusione in Gv 20,30: “Gesù fece davanti ai suoi discepoli molti altri segni, che non sono scritti in questo libro”. Punto: non sono stati scritti. Che motivo c’era di scriverne ancora degli altri? Che cosa mancava? Il fatto è che tutte le apparizioni del Risorto hanno avuto luogo a Gerusalemme: mancava ancora la Galilea.
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24 aprile 2025
Pace a voi. Pace a voi. Pace a voi. Per tre volte nel nostro testo ritornano queste parole di pace che il Risorto rivolge ai suoi discepoli mentre se ne stanno rinchiusi per paura dei Giudei.
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23 aprile 2025
“Ma se Cristo non è risorto vana è la vostra fede” (1Cor 15,17).Ecco il forte grido di san Paolo ai cristiani increduli di Corinto. Dunque, se, come i discepoli, abbiamo dubbi sulla resurrezione, significa che la nostra fede è vuota e vana?
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22 aprile 2025
Invasi dalla luce pasquale, riceviamo i racconti degli incontri con il Risorto. Con rinnovato stupore oggi ascoltiamo i versetti conclusivi del vangelo secondo Matteo, che poco prima aveva narrato delle guardie al sepolcro, del gran terremoto, dell’angelo che annuncia a Maria di Màgdala e all’altra Maria di non avere paura, perché colui che cercano è risorto, come aveva detto. È Gesù stesso ad andare loro incontro, a confortarle e confermarle: “Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno” (Mt 28,10).
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21 aprile 2025
All’indomani della Pasqua, oggi e ancora nei giorni successivi la chiesa ci guida a meditare i racconti delle apparizioni del Risorto, perché possiamo riascoltare e interiorizzare l’annuncio gioioso della vittoria di Cristo sulla morte, su ogni situazione di morte.
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