18 marzo 2025
Importante accostamento mi sembra quello che qui Gesù fa: i “tesori sulla terra” e il cuore, e poi il corpo e l’occhio. Perché importante? Perché mi sembra che rilevi una dinamica fondamentale della vita cristiana, che si rivela poi anche fondamentalmente umana, vale a dire la scoperta, che forse a volte si fa a un certo punto della vita, sollecitati dagli eventi della vita stessa, che l’unica vera proprietà che su questa terra è concessa al cristiano, ma anche all’uomo che voglia vivere nella pace, è quella del suo cuore.
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17 marzo 2025
Il Padre cui ci rivolgiamo è un Padre che si colloca oltre le nostre rappresentazioni di qualsiasi paternità umana, egli è un “Padre che è nei cieli” (v. 9), una paternità di altra natura; è un Padre “nostro”, che nella sua essenza apre alla filialità e alla fraternità. Non possiamo possedere Dio Padre come una nostra proprietà privata: il Padre è sempre comune, è amore condiviso con i “fratelli tutti”. Nessuno può ergersi come originale figlio e conoscitore di un tale Padre, perché egli è Padre di tutti.
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15 marzo 2025
Anni fa, mi son trovata a dar ripetizioni di fisica ad un ragazzino di quattordici anni. Doveva studiare la teoria della relatività. Alla mia domanda: “Secondo Einstein c’è una ‘legge’ che, potremmo dire, regola tutto l’universo?” la risposta fu “Sì: occhio per occhio, dente per dente!”…
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14 marzo 2025
Gesù, sul monte, è circondato da molte persone venute ad ascoltarlo. Li accoglie con la parola “Beati” (Mt 5,1ss). Sì, Gesù intercetta l’anelito alla felicità di ogni essere umano.
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Signore, chiamami! Fa’ che mi alzi subito! Attirami dietro a te! Che possa lasciarmi alle spalle questo, tutto questo...
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13 marzo 2025
“Se la vostra giustizia non sarà superiore a quella degli scribi”, dice il Vangelo, ma la giustizia “superiore” non è la nostra: è proprio quella di Dio. La giustizia di Dio non è una semplice retribuzione: rendere a ciascuno il suo. La giustizia di Dio è sempre eccessiva; in questo senso è “superiore”, perché supera la stretta linea del dovuto.
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12 marzo 2025
“Chi trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare lo stesso sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà sarà considerato grande nel regno dei cieli” Trasgredire o osservare precetti minimi e insegnare a fare lo stesso è ciò che fa la differenza tra l’essere considerati minimi o grandi nel regno dei cieli. Ma cosa significa trasgredire o osservare precetti minimi?
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11 marzo 2025
Con le beatitudini siamo al cuore del Vangelo. Questo testo può suscitare in noi un disagio e una forte attrazione per la sua stessa paradossalità. L’insegnamento di Cristo non riecheggia forse la sua vita, invitandoci a contemplare il Cristo crocifisso e risorto?
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10 marzo 2025
In questi primi giorni di Quaresima riascoltiamo l’inizio del ministero di Gesù, “quando seppe che Giovanni era stato arrestato” (Mt 4,12). È a questo evento che si riferisce l’espressione “da allora” che apre il nostro brano: il fatto che Giovanni Battista venga arrestato diviene un segno per Gesù che, dopo essere stato battezzato da lui e dopo aver affrontato le tentazioni nel deserto, raccoglie e dà carne all’invito alla conversione.
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8 marzo 2025
La chiamata di Levi è emblematica e non a caso il lezionario ce ne propone il racconto all’inizio del cammino quaresimale. È un testo “stilizzato”, che delinea i tratti essenziali della sequela: l’iniziativa di Gesù, il distacco radicale, l’immediatezza della risposta, l’inizio del cammino.
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7 marzo 2025
Oggi è il primo venerdì di quaresima, il vangelo ci parla di digiuno e si apre con una contrapposizione, un mettere a confronto due modalità diverse, chi digiuna e chi mangia. Come sempre il confronto e i paragoni sono sterili perché spesso le condizioni delle situazioni sono diverse, come Gesù cerca di far prendere coscienza ai farisei e agli scribi: i suoi discepoli, a differenza di quelli di Giovanni Battista, non digiunano “perché lo sposo è con loro”. La presenza dello sposo, di Gesù, annulla il digiuno. La presenza dello sposo porta gioia e cibo condiviso.
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“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28).
Mio Signore, vedo l’immensa massa di coloro che sono oppressi dalla sofferenza, li vedo tendere le braccia verso di te, trascinarsi, levarsi, cercare di arrivare fino a te, brancolanti, incerti. Tu li attiri senza che loro ti conoscano. In te, intuiscono di aver trovato colui che li guarisce, che li consola, che li perdona.
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6 marzo 2025
Una delle domande che attraversano in maniera più profonda la nostra umanità riguarda il male e la sua origine, o ancor più concretamente il senso e il significato della sofferenza. Ma la pagina odierna dell’evangelo può aiutarci proprio perché non ci narra della comprensione filosofica del problema del male, ma solo del fatto che Gesù è arrivato a comprendere che il male non si può eludere.
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5 marzo 2025
“Così dice il Signore: «Al tempo della benevolenza ti ho risposto, nel giorno della salvezza ti ho aiutato” (Is 49,8). Questo oracolo di Isaia è ripreso da Paolo che ne vede l’attualizzazione nel nostro oggi: “Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” (2Co 6,2).
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